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lunedì 1 agosto 2011

prugne e pere


Appena riemersa dalla consegna di un lavoro e da una settimana di campo scout, con i pittori in casa, mentre faccio lavatrici e valigie per ripartire e compilo la domanda per le supplenze, perché non mettermi anche a preparare della marmellata??? Per la serie "facciamoci del male"! Ma potevo permettere che le prugne e le pere super-bio di mio suocero finissero nella pattumiera??? Giammai!!! E così ...



... confettura di prugne e pere

per la crostata ...



... mentre per i formaggi:

confettura di prugne e pere + cannella

(aggiungerne 2 cucchiaini x vasetto da 250g e mescolare)





e confettura di prugne e pere + zenzero.
(aggiungerne 2 cucchiaini x vasetto da 250g e mescolare)




mercoledì 22 giugno 2011

pane di segale




E' passato diverso tempo dall'ultima volta che ho preparato qualcosa di lievitato, ma ho continuato a nutrire la mia Pasta Madre che il 20 giugno ha compiuto 3 mesi! Così oggi, in occasione dell'ultimo rinfresco ho deciso di fare il pane. Tempo fa avevo comprato alla coop una farina di segale biologica e così eccomi a usarla.



MISCELARE

In una capace terrina miscelare 500 g di farina integrale, 200 g di farina di segale, 40 g di zucchero di canna, 2 cucchiaini di semi di cumino, 1 cucchiaino di lievito di birra granulare, sale fino qb. Fare la fontana e versarvi 250 g di lievito madre, 50 g di olio evo e 350-400 g di acqua tiepida. Impastare grossolanamente poi trasferire su un ripiano leggermente infarinato e continuare a impastare. L'impasto deve risultare un po' appiccicoso ma deve staccarsi bene dalle mani.



AMMASSARE

Il momento della lavorazione della massa è importante perché è in questa fase che il calore delle mani e la pressione esercitata sull'impasto favoriscono la scissione e la distribuzione delle molecole di glutine, rendendo il pane più digeribile. Quindi impastate con un movimento ritmico ed energico, ma assolutamente non frenetico, per almeno 10 minuti. Spingete bene la massa sul piano di lavoro permettendole di allungarsi a destra e a sinistra poi giratela di 90 gradi, ripiegatela e riprendete ad ammassare spingendo con forza.




LIEVITARE - primo giro

Trascorsi i 10 minuti formate una palla liscia e ponetela in un'altra terrina. Copritela con un canovaccio pulito e mettete a lievitare al riparo da correnti d'aria (nel forno se non dovete usarlo durante le ore successive oppure sopra i pensili della cucina). Il mio impasto ha impiegato qualche ora per lievitare ma il tempo è relativo a diversi fattori tra cui la temperatura e l'umidità dell'ambiente, per cui occorre regolarsi ad occhio. Con il tempo si affina questa capacità ma in generale possiamo dire che la massa deve raddoppiare di volume e presentarsi ben rigonfia.



LIEVITARE - secondo giro

A questo punto porre sul fuoco un pentolino completamente d'acciaio con dell'acqua per portarlo a ebollizione, quindi versare l'impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato, sgonfiarlo e lavorarlo per qualche altro minuto. Dividere quindi la massa in due parti dando loro la forma della pagnottella o del filoncino (in realtà la forma migliore per una cottura e resa ottimale è quella rotonda da un chilo ... ma io la trovo poco pratica quindi mi accontento di formare due filoncini da mezzo). Disporre le pagnotte su una teglia. Con il manico della paletta di legno praticare dei fori sulla superficie delle forme di pane oppure dei tagli con un coltello ben affilato. Taglio a croce per le pagnotte rotonde tre tagli paralleli e obliqui per quelle allungate. Porre la teglia nel forno a metà altezza e poggiare al di sotto il pentolino di acqua bollente. Chiudere il forno e NON APRIRLO fino a lievitazione ultimata. Per verificare che ciò sia avvenuto accendete la lampadina del forno e osservate: ancora una volta la pasta deve risultare gonfia e raddoppiata di volume.




CUOCERE

E' ora possibile accendere il forno a 180 grandi, senza aprirlo, lasciando dentro il pentolino. Cuocere per circa 40 minuti dal momento del raggiungimento della temperatura. Prima di sfornare effettuate le due prove di cottura: picchiettate il fondo della pagnotta, il suono dovrà essere sordo e "legnoso", poi inserite nella forma la lama di un coltello che una volta estratta dovrà risultare asciutta. Il vostro pane è pronto. Metterlo a freddare su una gratella.


GUSTARE CON GIOIA!!!



domenica 13 dicembre 2009

biscotti di Natale


Da molto tempo conservo due ricettine di biscotti di Natale, da molto tempo cerco il tempo di cimentarmi, da molto tempo cerco anche delle formine natalizie, ahimé senza trovarle ... Finalmente ho rispolverato le ricettine, mi sono presa il tempo e qualcuno, un certo Raffaele del Nascondiglio di Bacco ; ) ha trovato le famigerate formine nel suo invidiabile giretto prenatalizio e me ne ha fatto dono ... grata per la vita! Eccole qui sotto, fanno bella mostra di sé in cucina, vicino a i miei amati cuori stelle e cerchi!


Dunque un post un pò lunghino, ma vale la pena di leggerlo perché vi garantisco che i biscotti sono buoni (se sono venuti bene a me verranno bene a chiunque!) e poi mi sono proprio divertita a scattare le foto, abbiate pazienza!!! Buona lettura, buona cucina!


BISCOTTI SPEZIATI

Montate 375 g di burro ammorbidito con 225 g di zucchero e 25 g di miele d'acacia. Aggiungete 3 tuorli e successivamente incorporate 500 g di farina, 175 g di fecola, 20 g di spezie in polvere (cannella + chiodi di garofano + noce moscata + zenzero). Lasciate riposare l'impasto in frigo per 1 ora. Stendete l'impasto alto 5 mm, ritagliate le forme e disponetele nella leccarda sulla carta forno. L'impasto si lavora bene se è freddo, quindi vi consiglio di prenderne un pò per volta, stenderlo e ritagliare le forme, poi riporre in frigo i ritagli di pasta e prendere del nuovo impasto e così via. Cuocete in forno già caldo a 180° per 20 minuti.


BISCOTTI AL CACAO

Passate al mixer (ma se non ne avete uno abbastanza grande vi tocca lavorare a mano ... come me!) 300 g di zucchero, 5 g di lievito, 5 g di sale, 570 g di farina, 30 g di cacao amaro del commercio equo. Mentre è in funzione aggiungete 300 g di burro freddo a pezzetti e 2 uova appena sbattute. All'impasto ottenuto incorporate poi 100 g di cioccolato fondente di commercio equo tritato, un pizzico di pepe nero e un pizzico di pepe rosa. Fate riposare in frigo per 1 ora. L'impasto si lavora bene se è freddo, quindi vi consiglio di prenderne un pò per volta, stenderlo e ritagliare le forme, poi riporre in frigo i ritagli di pasta e prendere del nuovo impasto e così via. Cuocete in forno già caldo a 170° per 20 minuti.



GLASSA

Mescolate gli albumi avanzati dalla prima ricetta con dello zucchero a velo. Per ogni 2 cucchiai di albume considerate circa 70-80 g di zucchero. Aggiungete qualche goccia di limone e sbattete il composto finché non diventa cremoso, denso e ... bellissimo!!!

Fabbricatevi una piccola sac a posh di cartaforno con la punta molto stretta. Sarà più maneggevole di quella grande da pasticcere! Riempitela di glassa e buon divertimento!

Pensavo che decorare i biscotti mi avrebbe stressato non poco perché occorrono precisione e manualità ... invece ho scoperto una pratica zen! Pian piano ho acquistato rapidità e la glassa scivolava via leggera e precisa dando forma ai disegni che la fantasia mi suggeriva sul momento ... è davvero divertente e addirittura rilassante, provare per credere! ; )


Bene eccoci al termine del post con i primi due regali di Natale confezionati con i mie biscotti, che soddisfazione! Per la mia vicina Francesca una "ghirlanda" di biscotti al cacao e una piantina grassa con l'aggiunta di qualche decorazione natalizia.


Questo pendaglio goloso invece lo vedo bene appeso all'ingresso di un certo B&B di nostra conoscenza! La renna speziata si è offerta di portarglielo! Le stelline d'argento sono in tema riciclo ... riconosciuta la provenienza?

giovedì 21 maggio 2009

Di verde Lauro una ghirlanda colse ...

Mia suocera ha fatto potare la siepe d'ALLORO ... e io ho fatto incetta di foglioline! Le ho lavate, le ho fatte essiccare e le ho confezionate. Ora che mi sono divertita le regalerò agli amici che mi vengono a trovare! L'aroma deciso dell'alloro mi piace molto e lo adopero spesso in cucina, ma oltre al suo intenso profumo questa pianta nobile ed elegante possiede molte altre caratteristiche e una lunga storia ...

Il Laurus Nobilis si presenta, poiché sottoposto a potatura, in forma arbustiva di varie dimensioni ma è un vero e proprio albero alto fino a 10 m ed è una pianta perenne. Le foglie verde scuro sono coriacee, lucide e molto profumate. I fiori, di colore giallo chiaro, riuniti a formare una infiorescenza ad ombrella, compaiono a primavera . I frutti maturi sono drupe nere e lucide.
Diffuso lungo le zone costiere settentrionali del
Mar Mediterraneo, dalla Spagna alla Grecia, in Italia è spontaneo nelle zone centro-meridionali ed è coltivato a settentrione. L'alloro è una pianta rustica, cresce bene in tutti i terreni e può essere coltivato in qualsiasi tipo di orto.
Delle foglie si possono fare vari usi: in
cucina, per aromatizzare carni e pesci, come rimedio casalingo per allontanare le tarme dagli armadi (ottimo e più profumato sostituto della canfora), per preparare decotti rinfrescanti o pediluvi, o trattato con alcool per ricavarne un profumato e aromatico liquore dalle proprietà digestive, stimolanti, antisettiche ed è utile contro tosse e bronchite. Un tempo veniva anche utilizzato per preservare libri e pergamene e per preparare le classiche coroncine d'alloro.
Nella mitologia greco-romana, infatti, l'alloro era una pianta sacra, poiché considerata l’albero del dio Apollo, e simboleggiava la sapienza e la gloria: una corona di alloro cingeva la fronte dei vincitori nei giochi olimpici e costituiva il massimo onore per un poeta che diveniva un poeta
laureato. Da qui l'accezione figurativa di simbolo della vittoria, della fama, del trionfo e dell'onore.